Rottamazione Quinquies: occasione o illusione?

UNA NUOVA CHANCE DI PACE FISCALE O L’ENNESIMO PROVVEDIMENTO CHE NON AFFRONTA LE CAUSE DEL PROBLEMA.

La cosiddetta Rottamazione Quinquies è la prossima misura fiscale destinata a entrare nell’agenda del Parlamento. Dopo il successo (e le polemiche) delle precedenti edizioni della definizione agevolata, il Governo punta a introdurre una quinta rottamazione delle cartelle esattoriali. L’obiettivo dovrebbe essere  duplice: alleggerire la pressione fiscale su famiglie e imprese in difficoltà e, allo stesso tempo, recuperare crediti che lo Stato fatica a riscuotere.

Cosa prevede la nuova misura

Il disegno di legge AS 1375, attualmente in discussione al Senato, stabilisce che la Rottamazione Quinquies si applicherà ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate–Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Le caratteristiche principali sarebbero:

  • pagamento del solo capitale, con l’esclusione di sanzioni, interessi di mora e aggio;
  • possibilità di rateizzare fino a 120 rate mensili (dieci anni);
  • tolleranza rafforzata: la decadenza scatterà solo dopo otto rate non pagate, anche non consecutive;
  • sospensione immediata delle procedure esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi) con la presentazione della domanda.

I possibili limiti

Non tutti potranno accedere senza condizioni. Sono allo studio:

  • un anticipo del 5% per i debiti superiori a 50.000 euro;
  • esclusioni per i cosiddetti “debitori seriali”, che in passato hanno aderito alle sanatorie senza portarle a termine.

Queste misure dovrebbero servire a rendere la pace fiscale più credibile e a ridurre gli abusi ma invece denotano ancora una volta l’incapacità del legislatore di cogliere il nocciolo del problema.

Tutte le precedenti rottamazioni si sono dimostrate un flop per un motivo molto semplice: se nell’arco di oltre 20 anni si è maturato un debito consistente a un punto tale che la maggioranza dei debitori non è riuscito a sanarlo nelle precedenti rottamazioni, per quale motivo dovrebbe riuscire a farlo oggi? Solo perché si allunga di qualche anno la rateizzazione?

Quando e come si potrà aderire

La misura non è ancora legge e non esiste una modulistica ufficiale. Le ipotesi attuali indicano questo calendario:

  • aprile 2026: termine per presentare la domanda sul portale AdER;
  • giugno 2026: comunicazione dell’esito e del piano rateale;
  • luglio 2026: pagamento della prima rata.

Sono ovviamente date provvisorie, che dovranno essere confermate dalla Legge di Bilancio 2026 e dai decreti attuativi.

Opportunità e criticità

La Rottamazione Quinquies promette di essere un’ancora di salvezza per molti contribuenti in difficoltà economica. Dovrebbe consentire di regolarizzare i debiti in maniera sostenibile, spalmandoli su dieci anni.

Resta però aperto il dibattito: da un lato c’è chi vede nella misura un atto di giustizia sociale, dall’altro chi teme che l’ennesima sanatoria finisca per penalizzare i contribuenti che hanno sempre rispettato le scadenze.

La realtà però come spesso accade è diversa: sicuramente ci potrebbe essere il furbetto di turno che potrebbe approfittare di un provvedimento per ottenere dei benefici ingiustamente, ma la maggior parte degli oltre 22 milioni di italiani sulla cui testa pendono cartelle esattoriali (dato emerso in audizione al Senato) sono vittime di un sistema fiscale ingiusto che andrebbe riformato alla radice.

Secondo le stime ISTAT la fascia d’età che ci interessa, quella che va da 25 a 64 anni, raggruppa 30,6 milioni di cittadini dei quali circa 22 milioni sono sotto la scure di Agenzia per le Entrate e Riscossioni; quindi, circa due terzi del paese è colpito da questa “epidemia del debito”.

E se il problema è così diffuso nessun provvedimento può risolverlo se non viene estirpato alla radice.

Per capire meglio bisogna fare un paio di semplici riflessioni:

  • il “magazzino fiscale” avrebbe raggiunto i 1.300 miliardi di euro a fronte di una possibilità di recupero ipotizzata in un 10% dei crediti;
  • qualsiasi azienda normale che avesse un bilancio con 1.300 miliardi di crediti a fronte di una possibilità di recupero pari al 10% avrebbe già portato i libri contabili in tribunale. Lo stato, invece, continua ad approvare un bilancio la cui unica ragione di esistere è quella estetica di far quadrare ufficialmente i conti pur sapendo che si tratta di carta straccia.

Qualsiasi imprenditore di fronte a una situazione simile farebbe la scelta di incassare subito quel 10% esigibile piuttosto che rischiare di perdere tutto.

Altrettanto dovrebbe fare lo Stato non facendo l’ennesima rottamazione flop ma con un provvedimento adeguato alla situazione: un provvedimento di cancellazione, il “giubileo del debito”.

Un provvedimento semplicissimo: la cancellazione di ogni debito fiscale a fronte del pagamento di una somma pari al 10% dell’importo capitale nell’arco di 120 mesi.

Se attuata, la misura rappresenterebbe una vera “pace fiscale” e il rilancio di un rapporto tra contribuenti e Stato ma non accadrà mai se non saremo capaci di prendere in mano il nostro futuro senza continuare a delegare chi ha interessi opposti ai nostri.

In attesa della conferma definitiva

Al momento la Rottamazione Quinquies è ancora una promessa, non una realtà. La sua effettiva entrata in vigore dipenderà dal percorso parlamentare e dall’approvazione della manovra 2026. Per cittadini e imprese resta dunque fondamentale monitorare l’evoluzione normativa e prepararsi raccogliendo il proprio estratto di ruolo tramite l’Agenzia delle Entrate–Riscossione.

Se attuata, la misura rappresenterà una nuova occasione di “pace fiscale” e di rilancio per il rapporto tra contribuenti e Stato.


Credits: foto del titolo di Mikhail Nilov da pexels.com; foto nel testo Foto di Raten-Kauf da Pixabay

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Immagine di Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Friulano. Fondatore del progetto sociale che fa riferimento all’associazione Comunità Etica.
Dal 2017 si dedica alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in Italia e all’estero.
Fondatore e responsabile del progetto di Tutela Legale Etica che si propone di difendere tutti coloro che sono afflitti dal Debito.
Presidente di Confisi-Friuli
Presidente della Cooperativa OPES.
Presidente Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione di promozione sociale A.N.A.S.
Nel 2022 fonda la testata giornalistica CambiaMenti, di cui è direttore editoriale.
Ha pubblicato quattro libri

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