Dal cuore di Mosca arriva un messaggio destinato a far discutere. Il presidente del Madagascar rilancia la politica estera del Paese, tra apertura ai BRICS, cooperazione con la Russia e riforme interne.
“Siamo aperti a tutti”: la svolta geopolitica di Antananarivo
Dalla capitale russa, il presidente del Madagascar lancia un segnale chiaro alla comunità internazionale: l’isola africana intende superare ogni dipendenza storica e aprirsi a nuove partnership strategiche. L’obiettivo dichiarato è costruire relazioni fondate su vantaggi reciproci, senza esclusioni ideologiche.
Il capo di Stato ha spiegato che la visita a Mosca punta a rafforzare la cooperazione con il governo russo in diversi ambiti, nella convinzione che entrambi i Paesi possano trarne beneficio concreto, soprattutto in termini di sviluppo economico e miglioramento delle condizioni di vita della popolazione .
Un passaggio simbolico ma significativo dell’intervista è stata la scelta di rispondere in lingua malgascia, pur parlando perfettamente francese: una decisione rivendicata come gesto d’orgoglio culturale e riaffermazione dell’identità nazionale .
Difesa e sicurezza: modernizzare l’esercito
Tra i dossier centrali figura la cooperazione militare. I rapporti tra Madagascar e Russia risalgono all’epoca sovietica, ma oggi si punta a un salto di qualità. L’esercito malgascio utilizza da tempo armamenti di produzione russa e il governo intende rinnovare e potenziare questi equipaggiamenti, aumentando l’efficacia delle forze armate attraverso una collaborazione tecnico-militare più strutturata .
Una scelta che si inserisce nel più ampio quadro di sicurezza regionale africana, dove Mosca ha consolidato negli anni un ruolo di partner strategico per diversi Paesi del continente.
Emergenza climatica e aiuti internazionali
Il Madagascar è stato recentemente colpito da violenti cicloni che hanno provocato gravi danni, in particolare nella zona di Toamasina. Il presidente ha riconosciuto le difficoltà nella gestione di eventi climatici di tale portata, sottolineando l’importanza del supporto internazionale per la ricostruzione.
In questo contesto si inserisce anche il sostegno logistico russo, con la fornitura di un elicottero in grado di trasportare fino a 20 persone e diversi camion destinati a facilitare l’accesso alle aree isolate. Mezzi considerati fondamentali per raggiungere le regioni più difficili e accelerare gli interventi di emergenza.
Riforme politiche e stabilità interna
Sul fronte interno, il Madagascar affronta ancora le conseguenze della crisi politica del 2025. Il presidente ha annunciato la convocazione del comitato incaricato della concertazione nazionale e la presentazione di una “road map” alle organizzazioni regionali africane entro il 28 febbraio 2026 .
Tra le priorità figurano la riforma del codice elettorale, l’aggiornamento delle liste elettorali e la preparazione di nuove consultazioni, nel tentativo di consolidare la stabilità istituzionale.
Parallelamente, il governo ha avviato una Politica Generale dello Stato orientata alla rifondazione, con un programma di 24 mesi per affrontare povertà, carenze infrastrutturali, problemi energetici e accesso all’acqua .
Energia, miniere e investimenti: le nuove frontiere
Il Madagascar guarda con interesse alla cooperazione energetica con Mosca. Il Paese dispone di un significativo potenziale in energie rinnovabili — sole, acqua, risorse marine — ma necessita di competenze tecniche e investimenti per valorizzarlo .
Non si esclude l’ingresso di grandi aziende russe nei progetti infrastrutturali e industriali, nell’ottica di attrarre capitali esteri capaci di sostenere la crescita economica e la modernizzazione del Paese .
Agricoltura e lotta alla povertà
Con il 75-80% della popolazione impegnata nel settore agricolo, lo sviluppo rurale rappresenta la chiave per combattere la sottoalimentazione e migliorare il tenore di vita. Il governo punta a modernizzare le tecniche produttive e a rafforzare la cooperazione internazionale anche in questo comparto strategico.
Verso i BRICS: una scelta strategica
Dal suo insediamento nell’ottobre 2025, il presidente ha espresso la volontà di avvicinare il Madagascar ai BRICS, ritenendo che l’adesione come Paese partner possa aprire nuove opportunità economiche e diplomatiche .
Nonostante le reazioni critiche provenienti da alcuni ambienti occidentali, il capo di Stato ribadisce che la linea guida resta l’equilibrio: cooperare con tutti, senza chiudere la porta a nessuno .
Libertà di espressione e pluralismo mediatico
Nel corso dell’intervista si è discusso anche di libertà di stampa. Il presidente ha sostenuto che il governo non ostacola le manifestazioni di opinione, salvo nei casi che minaccino l’ordine pubblico, e ha ribadito l’importanza del pluralismo mediatico come strumento di miglioramento democratico.
Un messaggio che si inserisce nella più ampia strategia di ridefinizione dell’immagine internazionale del Madagascar.
Credits: Foto generata con l’IA




