L’UE, la guerra e i crimini contro l’umanità

Un’analisi dura e documentata mette a confronto i costi della guerra con quelli necessari per salvare milioni di vite. Un atto d’accusa contro le scelte politiche che privilegiano le armi al cibo.


Ogni 15 secondi un bambino muore di fame nel mondo. Significa oltre 2,1 milioni di bambini all’anno. Non per mancanza di risorse, ma per scelte politiche.

Nelle ultime settimane una campagna umanitaria ci invita a donare per acquistare bustine alimentari terapeutiche: ogni bustina contiene un pasto pronto all’uso, ricco di calorie e micronutrienti essenziali per i bambini gravemente malnutriti. Un ciclo completo di cura richiede circa 126–168 bustine. Le organizzazioni umanitarie le acquistano a circa 40 euro per 150 bustine. Tradotto: con 40 euro si salva la vita a un bambino. Appena 80 centesimi al giorno.

Ma quanto costa nutrire una persona in modo dignitoso? Secondo stime ONU (FAO e Banca Mondiale), una dieta sana in Africa costa mediamente 3,20 euro al giorno. Non si parla di lusso, ma di sopravvivenza dignitosa.

I soldi per la guerra

Ora guardiamo altrove: alla guerra tra Russia e Ucraina. Guerra che Europa, USA e NATO avrebbero potuto evitare con un solo atto politico: garantire che l’Ucraina non sarebbe entrata nella NATO. Un “prezzo” davvero troppo esoso?

Combinando le stime più accreditate, il costo complessivo della guerra dal 2022 al 2026 — includendo spese militari, danni economici e ricostruzione — oscilla tra 2 e oltre 3 trilioni di euro.

  • Spesa militare (Russia, Ucraina e aiuti occidentali): circa 1–1,2 trilioni di euro.
  • Danni e ricostruzione in Ucraina: almeno 700–800 miliardi di euro.
  • Perdite economiche indirette globali: fino a 2–2,4 trilioni di euro.

E queste cifre non includono:

  • morti, feriti, traumi psicologici,
  • disabilità permanenti,
  • costi sanitari futuri,
  • distruzione ambientale,
  • perdita di capitale umano.

E se quei soldi fossero stati usati per combattere la fame?

Prendiamo la stima più prudente: 2 trilioni di euro.

Con 40 euro si salva un bambino gravemente malnutrito.
2.000.000.000.000 ÷ 40 = 50 miliardi di bambini.

Il mondo ha 8,2 miliardi di abitanti. Di questi, circa 1,5 miliardi sono bambini sotto i 12 anni. È evidente che una frazione minima delle spese di guerra sarebbe bastata per salvare tutti i bambini che oggi muoiono di fame, e più volte.

Solo negli ultimi quattro anni sono morti oltre 8 milioni di bambini per fame. Tutti evitabili.

Eliminare la fame nel mondo

Usiamo ancora la stima di 2 trilioni di euro.

Costo di una dieta sana: 3,20 euro al giorno per persona.
2.000.000.000.000 ÷ 3,20 = 625 miliardi di pasti giornalieri.

Divisi per 365 giorni:
→ 1,7 miliardi di persone nutrite per un anno.
Per quattro anni:
→ 428 milioni di persone nutrite in modo sano per quattro anni.

E questo senza considerare gli altri 800 miliardi di euro che l’Unione Europea intende spendere nei prossimi anni per nuovi armamenti, contro un nemico “inesistente”.

Il nemico inesistente

Secondo la stessa UE:

  • la Russia sarebbe prossima al collasso economico e costretta alla pace entro il 2026;
  • allo stesso tempo, al ritmo attuale, impiegherebbe 40 anni per conquistare l’intera Ucraina.

Domanda inevitabile:
come può uno Stato incapace di conquistare l’Ucraina in tempi ragionevoli rappresentare una minaccia militare per l’intera Europa?

La contraddizione è evidente. E smaschera la retorica della “difesa”.

Conclusione

L’Unione Europea (e la NATO) ha scelto di destinare migliaia di miliardi di euro alla guerra, mentre milioni di bambini morivano di fame, pur potendo essere salvati con una cifra irrisoria.

Ha scelto armi invece di cibo. Missili invece di medicine. Distruzione invece di vita.

Non è forse questo un crimine contro l’umanità?

Non dovrebbe la Corte Penale Internazionale chiamare i governanti europei a rispondere delle loro decisioni?

E i cittadini continueranno a tacere, diventando complici, come accadde in altri periodi bui della storia?


Credits: Foto generata con l’IA

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Immagine di Sergio Zicari

Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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Sara Avesani
Sara Avesani
7 mesi fa

Concordo pienamente ma non so come posso incidere sulle decisioni dei “grandi”. Cerco di fare con i miei piccoli mezzi

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