Siccità, terreni impoveriti, eventi climatici estremi e scarsità d’acqua non appartengono più a un futuro lontano. Sepp Holzer propone un cambio radicale di prospettiva: invece di forzare la natura, imparare a comprenderne i meccanismi e lavorare insieme ad essa.
Di cosa parla
Il titolo potrebbe sembrare una provocazione. In realtà sintetizza bene il pensiero di Sepp Holzer: anche un territorio apparentemente sterile può tornare fertile se si comprendono e si assecondano i processi naturali. Holzer è conosciuto soprattutto come uno dei pionieri europei della permacultura. La sua esperienza nasce dall’osservazione diretta della terra e dalla convinzione che molti problemi dell’agricoltura moderna derivino dal tentativo di dominare gli ecosistemi anziché collaborare con essi. Nel libro affronta temi come la gestione dell’acqua, il recupero dei terreni degradati, la biodiversità, la creazione di microclimi e la possibilità di rendere nuovamente produttive aree considerate difficili o compromesse. Il principio che attraversa il volume è semplice: prima di intervenire sulla natura bisogna imparare a osservarla.
Perché è un libro particolarmente attuale
È probabilmente questo l’aspetto che rende oggi Come trasformare il deserto in Paradiso ancora più interessante. Il cambiamento climatico sta rendendo la gestione dell’acqua una delle grandi questioni del nostro tempo. Lunghi periodi senza precipitazioni possono alternarsi a piogge molto intense, mentre l’impoverimento dei suoli ne riduce progressivamente la capacità di trattenere acqua. La risposta abituale consiste spesso nel cercare altra tecnologia, altra irrigazione, altre infrastrutture. Holzer suggerisce di porre prima un’altra domanda: che cosa possiamo fare perché sia il territorio stesso a diventare capace di conservare acqua, fertilità e biodiversità?
Da qui nasce l’importanza attribuita alla raccolta dell’acqua piovana, alla conformazione del terreno, alla presenza di vegetazione diversificata e alla costruzione di ecosistemi capaci, almeno in parte, di autoregolarsi. Non è semplicemente un libro sull’agricoltura. È una riflessione sul modo in cui abitiamo il territorio.
Dalla lotta contro la natura alla collaborazione
Per molto tempo una parte dell’agricoltura moderna ha cercato di eliminare tutto ciò che interferiva con la produzione: piante spontanee, insetti, irregolarità del terreno, varietà considerate poco produttive. Holzer capovolge questa impostazione. La diversità può diventare una risorsa. Un albero può proteggere altre piante. Un avvallamento può raccogliere acqua. Una zona umida può creare un microclima. Specie differenti possono sostenersi reciprocamente. La natura smette così di essere un avversario da controllare e diventa un sistema da comprendere. È forse questa l’intuizione più interessante del libro anche per chi non possiede un terreno e non si occupa di agricoltura.
Un messaggio che va oltre la permacultura
Dietro le indicazioni pratiche emerge infatti una filosofia più ampia. Siamo abituati a considerare efficiente ciò che produce molto e rapidamente. Holzer invita invece a domandarci quanto un sistema sia capace di durare. La differenza è sostanziale. Un terreno può produrre molto per alcuni anni consumando progressivamente la propria fertilità; un altro può forse produrre diversamente, ma conservando nel tempo acqua, sostanza organica e biodiversità. È il passaggio dalla logica dello sfruttamento a quella della rigenerazione.
Ed è proprio questa parola – rigenerare – che rende il pensiero di Holzer sorprendentemente contemporaneo.
Cosa lascia al lettore
Come trasformare il deserto in Paradiso lascia soprattutto una diversa maniera di guardare un problema. Davanti a un terreno arido, la domanda non è soltanto: «Come possiamo irrigarlo?», ma anche: «Perché non riesce più a trattenere l’acqua?». Davanti alla perdita di fertilità, non basta chiedersi quale prodotto aggiungere, ma occorre capire quali equilibri siano stati compromessi. È un modo di pensare che può essere applicato ben oltre l’agricoltura: prima di correggere gli effetti, comprendere il sistema che li produce.
Alcune soluzioni raccontate da Holzer nascono naturalmente da esperienze specifiche e non possono essere trasferite automaticamente in qualsiasi territorio. Il valore del libro, però, sta soprattutto nel metodo: osservare, sperimentare, diversificare e lavorare con i processi naturali invece di tentare continuamente di sostituirli.
In un’epoca che deve contemporaneamente affrontare crisi climatica, scarsità d’acqua e necessità di produrre cibo, non è un messaggio marginale. È una domanda rivolta al nostro futuro: e se una parte della soluzione fosse imparare nuovamente dalla terra?
Per chi è consigliato
A chi è interessato alla permacultura, all’agricoltura sostenibile e alla tutela dell’ambiente, ma anche a chi vuole comprendere meglio temi come siccità, gestione dell’acqua, biodiversità e rigenerazione dei territori. È inoltre una lettura interessante per chi possiede anche soltanto un piccolo terreno o un orto e desidera cominciare a considerarlo non come uno spazio da sfruttare, ma come un piccolo ecosistema.
Valutazione
★★★★☆
Perché leggerlo in tre parole:
rigenerativo – concreto – lungimirante
Scheda libro
Titolo: Come trasformare il deserto in Paradiso
Autore: Sepp Holzer
Anno: 2017
Editore: Arianna Edizioni
Genere: Ambiente / Permacultura / Agricoltura sostenibile
Pagine: 298
Prezzo: 21,00 €
Appuntamento tra due domeniche con “Letture consigliate”.




