Pordenone Capitale Italiana dell'Integrazione

Perché OLTRE I CONFINI?

Oltre i confini, perché nell’epoca della globalizzazione, bisogna saper guardare oltre i propri confini.

Cultura, perché non possiamo dimenticare che l’Italia ha dato i natali alla cultura occidentale.

Impresa, perché l’economia non può essere gestita dalla finanza speculativa ma deve essere collegata e subordinata alla capacità di intraprendere.

Mobilità Umana, perché, purtroppo, senza un progetto economico-sociale sostenibile, il futuro ci vedrà soccombere alla demografia: il decremento delle nascite per noi corrisponderà a un’esplosione per i paesi emergenti e per l’Africa che potrebbe conquistarci e sottometterci solo con l’aspetto demografico.

Ecco quindi, che qualsiasi progetto per il futuro non può che essere transnazionale basato su una visione di scambi culturali, economici e formativi che siano capaci di rompere le regole del colonialismo vecchio e nuovo.

Oggi l’Occidente non può più fare a meno di una forza lavoro che oramai proviene dai paesi extra europei e deve essere capace di attrezzarsi per salvaguardare la propria cultura e i propri valori.

Perché PORDENONE?

Nel 2027 la città di Pordenone sarà Capitale Italiana della cultura e la cultura è uno degli elementi fondanti per poter gestire con intelligenza e lungimiranza il futuro dei flussi migratori.

Senza un progetto di salvaguardia dei valori della cultura occidentale, ci troveremo a soccombere a culture spesso legate in maniera indissolubile a religioni totalizzanti che ci riporterebbero indietro nel tempo.

Perché CAPITALE ITALIANA dell'Integrazione?

Perché Pordenone è una città con un’ottima qualità della vita, a misura d’uomo e può diventare un esempio di INTEGRAZIONE per evitare  quanto sta avvenendo a Monfalcone o nelle grandi città.

Perché la gestione intelligente dell’immigrazione non è né di destra né di sinistra ma appartiene alla capacità di avere una visione politica di CITTÀ FUTURA che dovrà sapersi rapportare alla globalizzazione e ai movimenti migratori senza rinunciare alle proprie peculiarità ed evitando i fenomeni di degrado presenti in tutte le periferie.

Su questi assiomi si basa il progetto “Oltre i Confini” che Comunità Etica sta promuovendo, un progetto che intende contribuire a creare un nuovo modello di sviluppo economico-sociale basato sul rispetto dell’uomo – qualsiasi sia il colore della pelle e la fede –, delle culture locali, dell’ambiente. Un progetto che possa permettere alle popolazioni dei paesi meno sviluppati di avere un livello di vita dignitoso e a noi italiani, di non divenire una “specie” in estinzione o, peggio ancora, conquistata, sottomessa e dominata attraverso un processo demografico sempre più veloce.

Comunità Etica è una APS che ha l’obiettivo di costruire un circuito di persone e aziende che credano in un progetto di società etica, solidale e inclusiva. 

E quindi per sviluppare questo progetto, si presenta come improrogabile la creazione di una organizzazione transnazionale capace di intercettare i bisogni emergenti e gestirli per evitare di soccombere.

I flussi migratori, la storia insegna, sono dei fenomeni inarrestabili fondamentalmente per quattro ordini di motivi:

  • La Speranza: nessuno può impedire a un essere umano di sperare in una prospettiva di vita migliore anche se spesso questa prospettiva è un miraggio, perché la Speranza fa superare ogni ostacolo.
  • Il Debito: il debito da intendersi come un concetto ampio che racchiude in sé sia una situazione debitoria come siamo soliti configurare, che una situazione di necessità e più in generale di povertà generalizzata, perché un essere umano cui viene impedito di avere i minimi livelli di sussistenza, è disponibile anche a rischiare la propria vita pur di raggiungere il cambiamento.
  • La Globalizzazione: purtroppo la globalizzazione dei mercati con l’eliminazione dei sistemi protezionistici ha contribuito a promuovere un messaggio o meglio un miraggio, che tutti possono diventare ricchi con poco sforzo e che l’occidente è il paese di Bengodi.
  • Le Guerre: le guerre combattute, quelle di cui parlano i giornali e quelle di cui conosciamo ben poco, creano dei flussi ingestibili. Ma ci sono poi quelle guerre che vengono combattute anche attraverso la gestione dei flussi, guerre promosse da forti interessi economici e di potere e gestite troppo spesso dalle mafie locali e internazionali che si promettono di condizionare o destabilizzare i governi occidentali.

Le Politiche Migratorie

È evidente il limite di ogni politica di gestione dei flussi che si è succeduta negli ultimi anni.
I tanti episodi che hanno riempito le cronache sono solo la punta di un iceberg che sta
emergendo. Oggi il cosiddetto piano Mattei propone un nuovo approccio basato sulla formazione e sull’integrazione.
Il nostro progetto, che è partito già nel 2019, intende svilupparsi su queste direttrici con una
visione di programma per i prossimi anni. Partendo dal presupposto che i problemi del nostro paese sono collegati anche alle problematiche dei paesi vicini e che quindi bisogna operare con un’ottica transnazionale, che il mondo del lavoro ha bisogno di manodopera possibilmente professionalizzata, di assistenza domiciliare e di braccianti nell’agricoltura, il nostro progetto parte dal convincimento, che se vogliamo evitare tutti i problemi connessi alla mancata inclusione del
migrante, è conditio sine qua non partire dalla selezione, dalla formazione e dall’integrazione sociale. Le differenze culturali e religiose dei nuovi migranti sono troppo profonde per non provocare quelle situazioni cui stiamo assistendo ogni giorno soprattutto nelle grandi città.
L’aspetto legislativo che regolamenta i flussi è necessario, ma senza una selezione nel paese di origine, una formazione di base e poi azioni concrete nelle città di arrivo, non riuscirà a creare le condizioni per una vera inclusione.

Pocesso di Inserimento Previo Percorso Formativo

Noi propendiamo per una gestione dei flussi che si basi sulla verifica nel paese di origine di alcuni requisiti fondamentali, creando poi in un percorso di vera integrazione attraverso dei
percorsi formativi che prevedano un’alternanza scuola-lavoro. La necessità di manodopera anche qualificata è un dato di fatto. Le attività turistico ricettive non trovano più personale, l’agricoltura, l’industria e l’edilizia pure. Senza pensare all’enorme fabbisogno di assistenza agli anziani in un paese che sta invecchiando sempre più. Fra pochi anni in Italia avremo 20 milioni di anziani e ci sarà bisogno di qualche milione di badanti. Senza dimenticare le carenze di personale medico e infermieristico nella sanità.
Un processo oramai irreversibile che, se non gestito con lungimiranza, professionalità e correttezza porterà sempre più a infiltrazioni della malavita e al rischio di sopraffazione da parte dei nuovi migranti.

Questo il progetto più ampio ma come possiamo collocarlo nei territori?
Due sono a nostro avviso le direttrici:
a) Formazione permanente: corsi di lingua italiana, e educazione civica per far comprendere soprattutto il rispetto per le nostre leggi, la nostra cultura, le nostre donne.
b) Coinvolgimento nella gestione della pulizia dei luoghi in cui viviamo.

L’iniziativa che stiamo programmando si propone questi due obiettivi: per raggiungerli c’è bisogno di continuità e collaborazioni anche dalle istituzioni.

L’organizzazione

Periodicità

Questo non deve essere un evento spot ma l’inizio di un percorso che contiamo possa diffondersi anche in altre città. La periodicità è da definire ma potrebbe essere bi/trimestrale, la prima domenica del mese.

Persone interessate

Innanzitutto, saranno coinvolte persone appartenenti alle comunità straniere, ma l’iniziativa è aperta a tutti i cittadini e molto importante sarà la collaborazione con le associazioni di Puliamo Pordenone.

Patrocinio

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pordenone Assessorato all’Ambiente, dall’ASCOM e dalle Associazioni del territorio.

Area

Per questa prima giornata l’area individuata è quella evidenziata

Orari

l’attività è prevista dalle ore 9 alle 12

E poi?

Oltre a queste iniziative periodiche ci sarà l’avvio di un corso di lingua italiana e educazione civica organizzato in moduli che si ripeteranno durante tutto l’anno. Il corso partirà in Via Rovereto 2 sia in presenza che in collegamento telematico e sarebbe auspicabile che potesse poi contare sull’utilizzo di una sede più idonea.

L’insegnamento della lingua verrà effettuato partendo dalle necessità quotidiane e del mondo del lavoro.

Ci sarà poi un docente esperto nella materia dell’immigrazione che svilupperà i temi riguardanti diritti e obblighi di chi desidera sviluppare un percorso di vita in Italia.

Entro fine anno, in data da definire, vorremmo poi organizzare un Convegno sul tema: OLTRE I CONFINI – CULTURA, IMPRESA E MOBILITÀ UMANA rispetto al quale avremo modo di confrontarci e approfondire.

Collaborazioni

Tra le altre all’interno del progetto “Oltre i Confini” possiamo annoverare le seguenti collaborazioni:

  • PULIAMO I QUARTIERI
  • OPES Cooperativa a r.l. opescoop.org
  • CambiaMenti un giornale, senza censura, aperto al contributo di tutti, capace di favorire i cambiamenti e il risveglio delle menti cambiamentionline.com
  • FILOXENIA Cooperativa Sociale ONLUS
  • CEFIP Centro di Formazione Professionale
  • CONFISI associazione datoriale confisi.it
  • CAF UCI centro di assistenza fiscale cafuci.it
  • UCI Unione Coltivatori Italiani uci.it
  • N.A.S. Associazione Nazionale di Azionale Sociale del Friuli-Venezia Giulia www.anasitalia.org

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