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Il caso Monfalcone: riflessioni con il Sindaco Anna Maria Cisint sull’impatto dei flussi migratori e il ruolo di Fincantieri

Monfalcone, un Comune nell’estremo nord-est del paese, quasi al confine con la Slovenia, è un prototipo di quali potrebbero essere i risvolti di un fenomeno migratorio incontrollato.

30 mila abitanti dei quali quasi un terzo extra comunitari a prevalenza islamica.

Un comune che nell’arco di 15-20 anni potrebbe essere guidato da un sindaco islamico sostenuto da una maggioranza della stessa fede.

Ne parliamo con il Sindaco Anna Maria Cisint che è salita alla ribalta delle cronache per aver chiesto la chiusura di due locali adibiti a moschee senza averne i requisiti.

Un’intervista a tutto campo, che ci fa capire perché proprio a Monfalcone stia accadendo questo e quali sono le problematiche connesse.

Non si tratta di essere favorevoli o contrari all’immigrazione ma di analizzare come è possibile gestire l’integrazione senza essere sopraffatti.

Interessante è anche capire il ruolo di Fincantieri in quanto sta accadendo: un ruolo fondamentale. Fincantieri è l’origine del tutto, ma quello che non si evidenzia a sufficienza è che Fincantieri è lo stato: dal 2019 Fincantieri è detenuta da CDP Industria Spa holding finanziaria di Cassa depositi e prestiti che ha il 71,32% delle azioni.

Una società privata che quindi opera in regime privatistico, ma anche una società che essendo emanazione dello stato dovrebbe gestire il lavoro con una certa “etica”.

Il ruolo di Fincantieri viene spiegato bene da Anna Maria Cisint e lo approfondiremo in una prossima intervista con le forze sindacali.

Non è possibile però non fare un breve collegamento con quanto è accaduto in questi giorni nel cantiere dell’Esselunga a Firenze che ha riaperto un dibattito sui sub appalti. Un fatto che fa notizia perché ci sono stati 4 morti.

A Monfalcone i dipendenti diretti di Fincantieri sono 1600 contro i 7000 che fanno parte del circuito dei sub appalti.

La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per accertare le responsabilità ma è tutto il sistema che non funziona. Quando gli appalti vengono effettuati con il meccanismo del maggior ribasso è evidente che viene meno la sicurezza, ma se questo è sotto gli occhi di tutti, perché lo Stato attraverso una sua controllata, Fincantieri, si comporta allo stesso modo?

7000 persone che lavorano in sub appalto significa 7000 operai che non godono degli stessi diritti degli altri 1600 operai.

Come si può criticare chi pensa solo al profitto se poi lo Stato è il primo ad adottare gli stessi metodi?

Circa 8000 immigrati, arrivati a Monfalcone per permettere a Fincantieri di risparmiare sul costo del lavoro stanno cambiando la realtà del Comune. I risparmi di cui beneficia Fincantieri sul costo del lavoro provocano maggiori costi all’intera cittadinanza monfalconese. Pensiamo solo al welfare: le famiglie di immigrati con un numero di figli elevato e un solo reddito, perché la donna deve stare a casa, si “mangiano” quasi tutte le disponibilità per il welfare.

Pensiamo alla scuola dove classi a maggioranza straniera rallentano i programmi per difficoltà legate alla lingua.

Pensiamo alla mancata ricaduta economica sul territorio: queste comunità chiuse hanno i loro negozi e le rimesse economiche ritornano al loro paese di origine impoverendo noi e arricchendo gli altri.

Affrontare il tema dei flussi migratori è pericoloso perché si rischia di essere etichettati come razzisti ma è doveroso, se non vogliamo che il rischio della sostituzione etnica, si concretizzi.

Monfalcone è l’esempio di come potrebbe diventare l’Italia. Oriana Fallaci lo aveva predetto ancora molti anni fa.

Non è possibile bloccare le frontiere, ma è improcrastinabile fare politiche migratorie che tutelino la nostra cultura, la nostra economia, il nostro paese, e lo Stato, anche attraverso le aziende partecipate ne dare l’esempio.

Ascoltiamo tutta l’intervista perché dobbiamo renderci conto di quanto sta accadendo.

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Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Friulano. Fondatore del progetto sociale che fa riferimento all’associazione Comunità Etica.
Dal 2017 si dedica alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in Italia e all’estero.
Fondatore e responsabile del progetto di Tutela Legale Etica che si propone di difendere tutti coloro che sono afflitti dal Debito.
Presidente di ConfimpresaItalia-Friuli
Presidente della Cooperativa OPES.
Presidente Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione di promozione sociale A.N.A.S.
Nel 2022 fonda la testata giornalistica CambiaMenti, di cui è direttore editoriale.
Ha pubblicato quattro libri

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